Ma HYGGE e LAGOM sono sinonimi?!?

I paesi scandinavi esercitano un gran fascino. Nel mio immaginario rappresentano un luogo di calma, di tranquillità e di vivere sostenibile, benché il clime non li aiuti. Non li ho mai visitati, cosa che mi sono ripromessa di fare quanto prima.

Mi sono più volte imbattuta nei termini Hygge e Lagom: in modo superficiale li avevo sempre reputati sinonimi. Niente di più falso! In un momento di shopping notturno su Amazon ho acquistato i libri omonimi: HYGGE di Meik Wiking e LAGOM di Lola A. Akerstrom.

Una primissima scoperta: esiste un Happiness Research Institute a Copenaghen!.Ci pensate… Esiste un centro di ricerca il cui scopo è rendere il benessere soggettivo parte del dibattito sulle politiche pubbliche per migliorare la qualità della vita dei cittadini di tutto il mondo! WOW!!!

Ho scoperto che il loro significato è decisamente differente, poiché uno legato alle sensazioni, alle emozioni positive che un luogo o un modo di fare trasmette, qualcosa che possiamo tradurre “la felicità è nelle piccole cose“;  l’altro è una filosofia di vita, un insieme di comportamenti orientati sempre allo stare bene, ma uno stare bene che si costruisce mediante le nostre azioni nel corso del tempo, una filosofia di vita che celebra l’armonia, la semplicità, la sostenibilità.

Hygge è un sostantivo, e “non si scrive, si prova“(cit.). Definisce una atmosfera, una esperienza. E’ la sensazione che proviamo quando siamo al sicuro e possiamo abbassare la guardia, quando il nostro mammifero interiore si rilassa completamente. Il concetto di hygge ha come fine la ricerca di una felicità quotidiana, che contribuisce a generare un senso di appagamento nel lungo periodo. Per essere hyggeligt bisogna concentrarsi sulle cose semplici che fanno stare bene, ricreando un ambiente accogliente dove godere a pieno dei piaceri quotidiani che la vita offre.

Elemento principe per stare Hygge è la luce. Benché in Danimarca imperiosi di buio superino di gran lunga quelli di luce, gli astuti danesi hanno pensato di supplire a tale mancanza utilizzando le candele. Sono il popolo che consume il maggior quantitativo pro-capite di candele durante l’anno (quasi 6kg in un anno!!!). Solo gli home stager possono stare al loro livello…

Per lo stesso motivo anche le lampade hanno una grande importanza. Ma non una sola lampada, bensì più fonti luminose all’interno di un ambiente in modo da creare delle “nicchie di luce”: così beeremo un illuminazione hyggelig!

Un’altro elemento cardine è l’intimità, tutto ciò che ha che fare con la Hygge ci fa’ sentire felici, tranquilli e protetti.  Ad esempio lo stare raggomitolati sul divano è Hygge, se poi è con chi amiamo è ancora più Hygge;  la sensazione di essere a casa, al sicuro, conversando sulle piccole o grandi cose della vita, oppure sorseggiando una tazza di tè da soli o in compagnia.

Il manifesto della Hygge possiamo riassumerlo in questi punti cardine, sempre tenendo a mente il concetto di base per cui la felicità, molto spesso, è nelle piccole cose:

  1. Atmosfera – abbassare le luci, accendere una candela.
  2. Presenza – essere qui e ora, spegnere i telefoni.
  3. Piacere – concedersi caffè, cioccolato, biscotti, torta.
  4. Eguaglianza – il “noi” deve vincere sul “me”.
  5. Gratitudine – accogliere quel che c’è.
  6. Armonia – non c’è competizione.
  7. Comfort – mettiti a tuo agio, prendi una pausa, rilassarsi è tutto.
  8. Tregua – non dramatizzare; si parlerà di politica un altro giorno.
  9. Spirito di solidarietà – condividere racconti e ricordi.
  10. Rifugio – un posto di pace e sicurezza.

Parliamo del Lagom: il concetto lo si può tradurre così: “Una vita senza eccessi, che non ammette sprechi”, intendendo  una visione della nostra vita quotidiana decisamente più sostenibile, improvvisamente.Il suo ruolo è guidare ciascuno di noi verso il nostro equilibrio individuale e naturale, abbassando i livelli di stress e lasciando che la soddisfazione riempia le nostre vite (come non pensare al Feng Shui in questo caso?).

Un proverbio svedese cita: “dove c’è modestia c’è virtù” che non vuol dire essere mediocri, ma stare nel giusto, nell’equo, in ciò che è perfetto per ciascuno di noi.  Per vivere secondo lo stile di vita Lagom, si inizia dalla propria casa, il posto in cui noi viviamo: significa liberarsi degli oggetti inutili, del superfluo, per rendere gli ambienti della propria abitazione il più liberi possibile (da bravo home stager, questo concetto non lo associ subito al decluttering?!?).

Focalizzandoci sempre sull’arredamento della casa, la filosofia Lagom detta i suoi principi in modo molto preciso: di tutti i materiali, il legno ha la meglio su tutti, seguito sul podio dal vetro e dai rivestimenti in pietra; fibre naturali e grezze per i tessili e illuminazione rigorosamente a led per un garantire un costante risparmio energetico. E i colori ideali per una casa lagom? Bianco si, ma bianco caldo, morbido, abbinato a toni neutri. Ma spazio anche al colore: trame e fogge diverse negli accessori, nei cuscini, nei copriletti, nei tappeti… IKEA docet! Non dimentichiamoci anche qui del fattore luce: è la luce stessa elemento di arredo, di calore, di vibrazione dell’ambiente: che siano lampade o candele, spazio alla luce.

Il lagom è molto più improntato al vivere in modo ecologico e basato sul rispetto dell’ambiente e sull’abitudine di compiere quotidianamente azioni sostenibili. Dietro tutto questo, alla casa quasi minimalista e al look che rifiuta gli eccessi e l’ostentazione, c’è di sicuro una maggior consapevolezza del proprio vivere, delle cose che sono veramente funzionali e, in qualche modo indispensabili, e di quelle che al contrario si rivelano inutili.

Ikea nel suo progetto Live Lagom per il quale ha individuato la figura del lagomer ovvero colui che cerca di adottare uno stile di vita improntato al Lagom, effettuando piccoli cambiamenti nella vita quotidiana per ridurre al minimo l’impatto ambientale, economizzando le risorse e conducendo una esistenza divertente, felice ed equilibrata. Tutti gli home stager Ikea addicted dovrebbero trarne esempio: potrebbe essere un buon inizio.

D’altronde per essere felici, basta poco.