Perchè il Feng Shui

Come qualcuno sa già mi ero sempre vista iscritta alla Facoltà di Medicina, ma poi l’ombra dello zio medico, tanto amato quanto ingombrante (il bello e intelligente di casa…), mi ha fatto desistere, a sua insaputa, e i miei piedi mi hanno condotto alla segreteria della Facoltà di Architettura.

Finito il corso di studi mi sono convinta che l’architetto debba avere un ruolo sociale e debba essere al servizio della persona. La progettazione non può mai prescindere dagli utenti, dagli utilizzatori dello spazio progettato, che sia privato o pubblico non importa.

Ad un certo punto della mia strada professionale ho scoperto l’esistenza dell’home staging: folgorazione! Mi piace moltissimo, perché non integrarlo all’architettura? Partivo in realtà con un approccio errato pensando fosse una sorta di Interior design applicato alla vendita, ma sbagliavo. Quando ho compreso che in realtà era marketing finalizzato alla valorizzazione immobiliare per vendere e/o affittare immobili, mi sono ancora più appassionata: ancora una volta la persona al centro della scena!

La casa, soprattutto per un Italiano, ha un valore viscerale, affettivo… è al tempo stesso rifugio, nido che ti accoglie ma anche aspirazione e sacrificio, rappresentazione di sé e mutuo da onorare. Racchiude miriade di emozioni e sentimenti.

Ecco, le emozioni… Non avrei mai sospettato che queste “cose” così impalpabili, immateriali potessero giocare un ruolo fondamentale nella vita delle persone, di tutte le persone, etnie e culture diverse ne sono tutte permeate.

Sono state loro che, in prossimità del mio cinquantesimo compleanno mi hanno fatto “inciampare” nel Feng Shui. Anzi, era tanto che sfioravo l’argomento con libri, conferenze,  blog… ma nessuno mi aveva mai convinto poiché rimaneva qualcosa di filosofico ed evanescente e, a mio avviso, solo replicabile lì dove era nato: in Cina.

Mi sono dovuta ricredere: ho incontrato sul mio cammino (nulla accade per caso) una meravigliosa docente che ha unito architettura, naturopatia e Feng Shui riuscendo a creare una scuola di specializzazione in Feng Shui e architettura del benessere,  in modo da poter calare e trasportare questa strabiliante disciplina nella progettazione degli spazi che viviamo (privati, lavorativi e pubblici).

Sono stati due anni fatti di intensi weekend bolognesi (c’è sempre qualcosa chi mi richiama a Bologna) insieme ad un gruppo di donne meraviglioso, giornate full-immersion in mondi sconosciuti, cellulare spento per otto ore consecutive (ma quando mai?!?), meditazione (chi l’aveva mai fatta?), conoscenza di sé (la parte più faticosa), apprendimento pratico della disiplina con consulenze guidate in abitazioni private e luoghi di lavoro, e tanto tanto studio.

Tutto questo “sapere” mi porta a guardare con occhi diversi lo spazio e soprattutto le persone che lo abitano e lo vivono.

I colori non sono più solo caldi o freddi, ma sono legati ad emozioni, ad energie, a organi interni; sono curativi e di supporto alla persona. Le forme, i materiali, pieni e vuoti… tutto ha acquistato una consapevolezza ed un significato differente.