Il Corian di Acquapazza

Ho sempre un po’ snobbato il Corian, per me era un derivato di non so bene cosa ma meno nobile poiché non disponibile direttamente in natura come le pietre, i graniti o il legno.

Un giorno vengo invitata ad una presentazione presso Orsolini, di arredi di design realizzati in Corian: una rivelazione!

Bello, bianco, liscio, setoso, serioso e accattivante. Può essere inciso, giuntato, colorato, termoforato … forme perfette e di grande impatto. Una versalità infinita, colori a profusione e traslucenza di notevole impatto.

Da maniaca del “come è fatto” ho subito accettato di andare a visitarne la fabbrica, non poteva essere altrimenti.

Di buon mattino saliamo sul pullman che ci porterà in provincia di Caserta. Immaginavo una fabbrica gigantesca, piena di persone. Ci siamo trovati invece in una piccola realtà, a conduzione familiare, nell’hinterland campano. Bruna Buglione , la parte prettamente commerciale, e suo fratello per la parte più tecnica,  realizzano opere d’arte, pure nelle forme, con un’attenzione al dettaglio maniacale.

La lavorazione di questo materiale, che arriva in grandi lastre rigide, dure come fossero di pietra, diventa duttile nella lavorazione, è abbastanza semplice.

La lastra, scaldata in apposito forno, viene messa su stampi e fatta freddare sottovuoto oppure posta tra stampo maschio e stampo femmina e fatta freddare all’aria. Tolta dallo stampo, la forma ottenuta passa alla rettifica, quindi viene controllata, lucidata ed pronta, meravigliosa nella sua semplicità e purezza.

In alternativa lastre più piccole vengono incollate tra di loro con appositi collanti e lavorate in modo tale che le giunzioni non siano più visibili e il tutto sembri un pezzo unico.

Passata la fase seria, e capito come funzionava, il bambino che è in noi è stato fatto un po’ giocare con gli scarti delle lavorazioni….

Grazie per questa meravigliosa scoperta!